Bio & Biodiversity – Rete Regionale Agroalimentare

Nasce Bio & Biodiversity: la Rete Regionale agroalimentare promossa da Coldiretti Veneto

 

Si chiama Regione Bio&Biodiversity friendly: vi partecipano una ventina di realtà locali tra cui Coldiretti Veneto, AIGelsibachicoltura, Arav, Aipo, Opo, come produttori;  il gruppo veronese Ecor-NaturaSi come distribuzione; le filiere corte Bio come Ca’ Verde di Sant’Ambrogio di Valpolicella e Fattoria alle Origini.

In lista anche i trasformatori:

– Agricola Grains

– Pollo Ducale (Malocco)

– Latterie Vicentine

Redoro Frantoi Veneti di Grezzana

– Piazza Antonio e Stefano

– Avicola Berlanda Edio

I fornitori di mezzi tecnici:

– Maschio-Gaspardo

– Consorzio Agrario Treviso-Belluno

– Sistema istruzione Università di Agraria

– Istituto Agrario “Della Lucia” di Feltre

Gli Enti:

– Gal Alta Marca Trevigiana

L’idea è di Coldiretti Veneto e muove da un’analisi legata alla necessità di individuare nuove traiettorie di sviluppo per le imprese agricole che si trovano a dover affrontare una congiuntura negativa ormai strutturale dal lato della remunerazione dei prodotti.

si tratta di un salto culturale che molte aziende, dal vino alla frutta, agli ortaggi ai cereali vogliono fare” assicura Pietro Piccioni direttore regionale.

Coldiretti Veneto è pronta a sostenere questo percorso, affiancando una serie di partner importanti in grado di sostenere e rispettare una scelta convinta.

Questa in sostanza l’iniziativa di Coldiretti: orientare le imprese e assicurare loro il giusto appoggio in una nuova sfida della sostenibilità.

Per sottolineare l’impegno assunto con la sottoscrizione dello statuto a breve saranno promosse le certificazioni biologiche legate alla sostenibilità e già operative. Consentiranno di distinguere sul mercato chi intraprenderà questo cammino.

“l’interesse è alto – garantisce Martino Cerantola presidente di Coldiretti Veneto  basti pensare che il Veneto Bio conta migliaia di operatori e 15.800 ettari certificati con diecimila addetti, che sono destinati ad aumentare”.

Il mercato europeo registra un +7,6% e un volume di affari pari a 26 miliardi. L’Italia con oltre 1,3 milioni di ettari, 55.000 operatori e un fatturato di 4 miliardi di euro, rappresenta un riferimento per la richiesta di biologico di origine italiana anche per la fiducia riposta nel sistema di produzione e sui controlli effettuati.

fonte: “L’Arena – Quotidiano”

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